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Instagram, in arrivo le live solo con la voce

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Instagram si lancia nelle dirette audio con una nuova funzione che consente di disattivare la fotocamera, lasciando aperto solo il microfono.

Anche Instagram cede alla moda del momento e apre alle live solo con la voce. Col nuovo aggiornamento in arrivo su iOS e Android, infatti, si potranno fare delle dirette audio semplicemente disattivando la fotocamera e lasciando aperto solo il microfono. Il creatore della stanza non potrà però abilitare o spegnere cam e audio degli altri, che in tal senso dovranno quindi procedere in autonomia.

In questo modo chiunque voglia creare dei contenuti dal vivo potrà decidere se trasmetterli con la consueta opzione videocamera e microfono accesi, oppure “limitarsi” a trasmettere la parte audio. In quest’ultimo caso le immagini dal vivo saranno rimpiazzate da una piccola icona che mostrerà la foto del profilo dell’utente che sta effettuando la diretta. Alla fine della live, si potrà infine salvare il file audio per un ascolto successivo, come un vero e proprio podcast.

Come utilizzare le Stanze in diretta su Instagram

Da qualche tempo Instagram, già leader su questo fronte, ha deciso di raddoppiare le possibilità di fare le dirette. Oltre a quelle classiche, infatti, è ormai possibile utilizzare le Stanze in diretta, una nuova funzionalità che consente di portare il numero totale delle persone collegate in diretta a quattro, rispetto ai due partecipanti che possono trasmettere insieme con la modalità tradizionale.

Per utilizzare questa opzione basta aver aggiornato l’app ufficiale di Instagram per iOS e Android. A quel punto, una volta connessi alla piattaforma, si può iniziare subito con le Stanze in diretta semplicemente scorrendo verso sinistra dalla schermata principale, e selezionando l’opzione Video in diretta. Da lì basterà poi inserire un titolo e premere l’icona Stanze per aggiungere gli altri partecipanti. Chi crea la Stanza in diretta su Instagram ne rimane l’organizzatore e in quanto tale ha la possibilità di aggiungere e rimuovere ospiti anche mentre la diretta è in corso.

Tool questa volta abbiamo deciso di concentrarci su di loro. Riteniamo davvero importante l’utilizzo dei Tool perché la gran parte di essi ci facilitano la vita ed il lavoro!

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Molti dei nuovi TOOL purtroppo faticano ad emergere perchè i colossi storici sono troppo potenti allora… abbiamo deciso di dargli una mano e darvi qualche consiglio utile.

  • Hai mai sentito parlare di alternative a WE TRANSFER, bene questa volta te ne daremo 2.
  1. FILE MAIL > https://www.filemail.com/it
  2. WORMHOLE > https://wormhole.app/

Anche perchè diciamocelo, l’app di wetransfer sono più le volte che dà problemi…rispetto quelle in cui funziona!

Facebook, account pubblicitario bloccato. Cosa fare?

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Capita molto più spesso di quanto si possa immaginare:
vuoi lanciare una campagna su Facebook o Instagram, passi dal Pannello Gestione per un check oppure apri una notifica inviata dal sistema ed subito doccia fredda:
l’account pubblicitario è soggetto a restrizioni o risulta bloccato.
Cosa è successo?
E, soprattutto, come risolvere il problema?

Facebook mi ha bloccato l’account pubblicitario: di chi è l’errore?

La prima cosa che dobbiamo fare, ancor prima di appellarci alla decisione presa e chiedere la riattivazione, è capire se è un errore di sistema (come vedremo tra poco, ahimé, capita spesso) o è un errore nostro.

Andando nel pannello Gestione Inserzioni (fai tutte le operazioni che vedremo da desktop, NON da mobile!) ti apparirà quasi certamente un avviso che ti informa circa la disattivazione dell’account come questo qui sotto, se non addirittura un pop up:

disattivazione account pubblicitario facebook avviso

Generalmente è accompagnato da un link di rimando ai dettagli del blocco e, cliccandoci sopra, il buon Facebook spiega – in modo più o meno fumoso, dipende dalla motivazione addotta – quale sarebbero le ragioni della disabilitazione e quali le conseguenze:

blocco account pubblicitario facebook esempio

Come puoi vedere, in questo caso le ragioni sarebbero una violazione delle Normative Pubblicitarie e, siccome in questo caso il proprietario dell’account si è svegliato un po’ troppo tardi, ormai non c’è nemmeno più possibilità di fare appello alla decisione presa.

PRO TIP: Proprio per evitare queste situazioni e monitorare lo stato di salute degli account pubblicitari che gestisci ti consiglio di consultare periodicamente la sezione Qualità dell’account, in cui non solo puoi verificare eventuali problemi con le campagne e inserzioni rigettate, ma anche errori e violazioni per le pagine, Commerce Manager e cataloghi che gestisci.

Cosa fare se la motivazione è la violazione delle Normative Pubblicitarie?

Prima di incolpare Facebook che prende lucciole per lanterne, ti consiglio di studiare bene (cosa che dovrebbero fare tutti prima di lanciare una campagna!) la policy relativa alle campagne su queste piattaforme: mi capita infatti molto spesso di ricevere richieste di aiuto da parte di persone che si lamentano che Facebook ha bloccato loro INSPIEGABILMENTE l’account, per poi scoprire che hanno violato palesemente le normative, per esempio promuovendo attività di marketing multilivello, prodotti vietati dalla piattaforma o siti web poco sicuri.

Ricorda infatti che stai lavorando con una piattaforma NON di tua proprietà, con regole ben precise e che si riserva il diritto di buttare fuori chiunque non le rispetti, specialmente in reiterata maniera.

Tieni inoltre a mente che ci sono account più attenzionati di altri, in particolar modo quelli appena creati: per mia esperienza, se fai un errore di violazione di policy con un account dotato di buono “storico”, quasi sempre viene rigettata solo la campagna o inserzione incriminata, mentre se fai anche piccoli errori con account nuovi e che quindi hanno tutto da dimostrare in termini di credibilità, è molto facile che venga subito bloccato tutto, spesso senza possibilità di appello.

Fai inoltre estrema attenzione nell’usare metodi di pagamento affidabili e non farti trovare con il conto/carta di debito scoperti: se Facebook ha problemi nel “riscuotere”, può sospenderti l’account, se non addirittura bloccarlo per sempre, senza possibilità di appello.

Lo ripeto nuovamente, perché è un punto molto, molto importante: i nuovi account pubblicitari sono soggetti a molti più controlli (per lo più automatici) e restrizioni di quelli con uno storico (positivo), quindi attento a non fare giochetti strani, promuovere prodotti o servizi vietati dalla policy, usare account personali “di gruppo” (ho visto agenzie usare account personali finti per gestire pagine e account pubblicitari, dando via via accesso ai vari membri dell’agenzia: ecco, questo è il male. Impariamo a usare e bene il Business Manager!), metodi di pagamento poco affidabili e carte semi-vuote.

Verifica sempre che il metodo di pagamento inserito sia valido e che ci siano soldi sul conto/carta se prepagata.

Qui trovi come risolvere il problema nel caso di errori di pagamento.

Tieni presente anche un altro piccolo particolare, di grande rilevanza: se il tuo profilo personale ha uno storico negativo (es. ti hanno bloccato vari account pubblicitari, pagine, Business Manager, hai ricevuto segnalazioni negative dagli utenti, etc) è facile che anche gli account pubblicitari che crei vengano bloccati dal sistema di controllo (basato per lo più su Intelligenza Artificiale), in virtù dello storico negativo e in modo preventivo. Dopo tutto, tu apriresti un nuovo conto corrente a un cattivo pagatore?

Anche in questo caso, come vedremo tra poco, potrai fare appello, ma naturalmente hai meno possibilità di riuscita.

Facebook mi ha bloccato l’account pubblicitario… ma io non ho fatto niente di male!

Ed eccoci a uno scenario molto comune:

Facebook ti blocca l’account pubblicitario (talvolta anche l’intero Business Manager) per motivi inesistenti.

Come detto il sistema è basato in modo importante sull’Intelligenza Artificiale (oltre 8 milioni di account pubblicitari attivi, sarebbe impossibile gestire tutto manualmente) che spesso prende lucciole per lanterne.

Pochi mesi fa, probabilmente a causa di un aggiornamento del sistema di controllo, sono stati bloccati migliaia di account pubblicitari assolutamente senza motivo, generalmente ripristinati dopo poco.

Anche noi ci siamo visti bloccare account di clienti che facevano campagne pubblicitarie da anni perché, dal giorno alla notte, secondo Facebook violavano le normative pubblicitarie o vi aveva visto pattern strani: non si tratta di piccole campagne, in realtà mi è capitato anche di veder bloccare account di clienti che spendevano centinaia di migliaia di euro/anno su Facebook e Instagram senza alcun motivo valido (la differenza in questo caso è una sola: generalmente chi ha un alto spending, ha anche un referente diretto che permette di velocizzare il processo di verifica e sblocco dell’account, se ci sono le condizioni).

Nel caso in cui ti veda bloccato l’account dall’oggi al domani senza motivo quindi hai 2 possibilità:

  • Fare appello: generalmente con l’avviso del blocco ti arriva anche un link che puoi usare per compilare un form di appello, in cui spieghi le motivazioni per le quali ritieni ingiusta la sospensione. In genere arriva una risposta nell’arco di 48 ore, direttamente dal sistema, viceversa basta recarsi alla voce Qualità dell’Account > Cosa puoi fare > Richiedi un controllo e seguire la procedura, come descritto qui
  • Contattare l’assistenza di Facebook, come ti ho spiegato in questo post. Come detto, il form non è attivo per tutti e in alcuni casi appare e scompare magicamente a periodi alterni (verosimilmente il fatto è legato al volume di richieste che il team Facebook può gestire in quel periodo). Nel caso, fatti “aprire la strada” da qualche collega e amico che ha la chat con l’assistenza abilitata. Purtroppo non dipende da me e possiamo farci ben poco, ma tieni presente che usare un Business Manager e centralizzare la gestione degli account per mia esperienza aumenta le probabilità che tu possa richiedere direttamente assistenza (e, un domani, un avere un account manager dedicato).

“La decisione è irrevocabile”. Cosa fare?

Una volta che hai fatto appello o hai contattato l’assistenza di Facebook per richiedere il ripristino, puoi trovarti di fronte a 2 scenari: l’account ti viene riabilitato (se non ricevi risposta entro 48 ore, insisti) o ti arriva la comunicazione che la decisione è irrevocabile, ovvero l’account è permanentemente disabilitato.

Per nostra esperienza in questi casi non c’è veramente niente da fare (è capitato anche a colleghi americani che spendevano milioni di euro da anni sulla piattaforma, per capirci): quello di Facebook è un sistema imperfetto, con un’assistenza spesso inesistente e una quantità di decisioni assurde prese in modo “irrevocabile” con i quali fare i conti. È totalmente ingiusto, ma è così.

Dato questo scenario, il consiglio è di aprire un nuovo account e condividere ove possibile pubblici e pixel, sempre con il Business Manager, anziché perdere tempo in una lotta contro i mulini a vento.

Certo, puoi chiedere una nuova revisione, ma in quasi 10 anni di attività non ho mai visto ripristinare un account pubblicitario dopo una decisione definita “inappellabile”, ecco.

Account pubblicitari bloccati o sospesi su Facebook: le dure verità con le quali fare i conti

Se lavori con il sistema pubblicitario di Facebook, sia per promuovere il tuo brand che quelli di terzi, devi fare i conti con un paio di dati di fatto il prima possibile, se non vuoi perdere la testa:

  • è un sistema sofisticato, molto efficace se usato come si deve, ma estremamente fallato: spesso vengono chiusi o sospesi account senza motivo e specie lato assistenza è estremamente lacunoso e negli anni Facebook non ha fatto niente per migliorare l’assistenza, specialmente alle piccole e medie imprese. È triste, ma è così
  • per i nuovi account è tutto molto più difficile: proprio perché non c’è uno storico attivo, si è più soggetti a controlli e quindi a blocchi immotivati
  • non è detto che se spendi tanto hai una buona assistenza e meno problemi: se può consolarti, sappi che non sempre spendere tanto significa non incappare in queste problematiche o negli assurdi blocchi di Facebook, semplicemente magari è più facile raggiungere qualche persona in carne e ossa.

Facebook Ads e l’impatto di iOS 14, tutto quello che devi sapere

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In pratica, Facebook richiede agli utenti di prepararsi ai cambiamenti che avverranno con l’introduzione di iOS14, il cui arrivo non solo impatterà su come il sistema processa gli eventi (alias conversioni), ma anche sulle capacità di tracciamento della piattaforma stessa e l’ottimizzazione delle campagne. Già, ma in pratica cosa significa? Cosa cambierà? E soprattutto, cosa dovremmo fare?

L’antefatto, ovvero di Apple che decide di “proteggere gli utenti”

Era un bel giorno di Giugno 2020, quando Apple annunciò una serie di novità legate al rilascio di iOS14 e, tra queste, l’obbligatorietà da parte delle app di richiedere esplicitamente agli utenti il consenso per raccoglierne e condividerne i dati, in accordo all’App Tracking Trasparency framework.

Immediata doccia fredda per Facebook, il cui modello di business risiede primariamente sulla raccolta e condivisione di dati (aggregati e anonimi) grazie ai quali permette di fare campagne pubblicitarie super mirate e che quindi si oppone strenuamente alla serie di paletti imposti da Apple…con tanto di annunci pubblicitari a pagamento su varie testate giornalistiche;

l’accusa è chiara, Apple mette a rischio la possibilità di targeting degli annunci, rendendoli così molto meno mirati e andando a danneggiare in modo importante soprattutto le piccole imprese.

Lasciamo stare il fatto che sia abbastanza anacronistico vedere Facebook ergersi a paladino delle piccole imprese (la categoria in assoluto più bistrattata e abbandonata a se stessa di tutto l’ecosistema blu quanto si tratta di ricevere assistenza) e concentriamoci sul problema urgente:

la possibilità di fare retargeting o comunque quella di poter raggiungere gli utenti in modo preciso (attraverso l’utilizzo dei Pubblici Personalizzati), una delle tecniche più potenti che Facebook mette a disposizione e che permette di avere risultati tangibili, viene messa in crisi, tanto che Facebook stima “una diminuzione fino al 60% dei ricavi per ogni dollaro speso in annunci.”

Non sappiamo quante persone decideranno, a richiesta esplicita fatta dalle app, di farsi profilare, di fatto tutte le app dell’App Store saranno costrette a mostrare un avviso (definito da Facebook “discouraging”), con ogni probabilità diverse persone chiederanno di non essere tracciate e così la personalizzazione e quindi le performance delle ads ne risentiranno inevitabilmente.

Cosa accade in pratica con l’introduzione di iOS14?

Se vendi online, ma anche se semplicemente fai campagne a obiettivo conversione (che sono poi quelle che qualsiasi attività, piccola o grande, che vuole avere risultati tangibili con le Facebook Ads dovrebbe attivare), il problema non è da poco.

Meno conversioni matchate, diminuzione dei volumi dei Pubblici Personalizzati, ma anche meno dati grazie ai quali ottimizzare le proprie campagne (specialmente per conversioni) il che significa che verosimilmente vedremo una generale diminuzione dei risultati e un calo delle performance delle campagne.

Tutto ciò ha imposto a Facebook l’attivazione e di nuovi strumenti e metodi di tracciamento per adeguarsi alle richieste di Apple (che, come detto, impatteranno anche sugli utenti Android), ovvero:

  • Viene introdotto l’Aggregated Event Measurement: un protocollo che permette la misurazione degli eventi attivati dagli utenti iOS e che limita, di fatto, l’ottimizzazione per un massimo di 8 eventi per dominio (qui come funziona e impostarlo)
  • La finestra di attribuzione cambia per tutti: le finestre di attribuzione “standard” delle conversioni di 28 giorni dal click, 28 dalla view e 7 giorni dalla view non saranno più supportate. Al loro posto verrà usata di default la finestra 7 giorni dal click, il che significa che, in casi di percorsi di acquisto più lunghi, certe conversioni non verranno più riportate, con relativa percezione di cali di performance nelle campagne e innalzamento dei costi. Questa è una novità importante per tutti gli inserzionisti, di cui tener conto per i prossimi report (e relative spiegazioni ai clienti nei cali di performance)
  • Update alla nuova versione del Facebook SDK e alla nuova versione del Facebook Login: consiglio il post di Facebook dedicato agli sviluppatori per approfondire, perché richiede varie implementazioni tecniche

Cosa fare adesso?

Ci sono una serie di step da seguire, specialmente per cercare di continuare a tracciare al meglio le conversioni e ridurre i problemi dovuti a questo update, ovvero:

  • Verificare il dominio tramite Business Manager il prima possibile
  • Implementare la Conversion API: si tratta di un protocollo che permette di condividere gli eventi che avvengono offline e online direttamente dal server con Facebook. Insieme al Facebook Pixel, permette di tracciare meglio i risultati delle campagne e quindi migliorare le performance
  • Assicurarti che la Conversion API sia implementata correttamente: verifica la deduplicazione degli eventi e gli eventi inviati dal server con lo strumento di testing
  • Definire gli eventi prioritari da tracciare e personalizzarli di conseguenza nel pannello Gestione Eventi (vedi Aggregated Event Measurement)

Nei prossimi mesi ci saranno certamente nuovi sviluppi e sembra che Facebook sia già al lavoro per migliorare il sistema di tracciamento e reportistica alla luce delle novità, ma nel frattempo queste sono le azioni sulle quali concentrarsi nell’immediato se vogliamo continuare a rendere le Facebook e Instagram Ads vere risorse di business.

Instagram: le ultimissime novità

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Le novità di Instagram sono sempre dietro l’angolo. Gennaio è oramai archiviato e ha portato con sé lo sviluppo, già attivo, della Professional Dashboard: l’hub per i profili business e creator che raggruppa non soltanto metriche di andamento dell’attività, ma offre anche spunti di creatività per ottimizzare le azioni social intraprese.

Ora siamo entrati nel mese di febbraio e in una sola settimana abbiamo già assistito all’annuncio di due aggiornamenti.

Procediamo con ordine.

Stories in verticale

Instagram ha da sempre fatto della navigazione a scorrimento verticale il suo punto di forza. Questo lo rende molto mobile-first. Da oggi anche le stories verranno navigate in modalità titoli di coda a scorrimento verticale come accade per i Reels, e non più un feed orizzontale che permette di andare avanti o indietro a destra e sinistra. Sarà pertanto necessario fare il classico Swipe up per passare alla storia successiva.

L’annuncio arriva da TechCrunch che specifica si tratti di un aggiornamento non disponibile a tutti al momento, ma ancora in fase di test. Sicuramente però stravolgerà il nostro modo di navigare nelle stories.

Eliminati di recente

Avete presente quando siamo in vena di fare pulizie di primavera, prendiamo quel maglione vecchio e logoro e diciamo che vogliamo buttarlo? Capita che alla fine lo accantoniamo, ma è sempre a portata di mano.

È più o meno quello che accade con la seconda novità comunicata direttamente da Instagram.

Quando eliminiamo un contenuto dal nostro feed – foto, video, Reels, storie, IGTV – questo non si elimina definitivamente, ma viene spostato nella cartella “Eliminati di recente”. Certo, a differenza del maglione di cui sopra, il contenuto che è stato eliminato dopo un po’ viene definitivamente rimosso.
La funzione “Eliminati recentemente” permette di archiviare i post rimossi dal feed allo scopo di rivedere e ripristinare i contenuti eliminati nell’app di Instagram. Si ha così la possibilità di gestirli, ma attenzione: dopo 30 giorni Instagram rimuove definitivamente il contenuto.

C’è di più: questa novità aumenta anche il livello di protezioni del tuo account per impedire agli hacker di comprometterlo e di eliminare i post che hai condiviso. Instagram si rende così piattaforma ancora più sicura specialmente nei confronti di chi, una volta hackerato il profilo, solitamente ne rimuove tutti i contenuti depauperando l’account. In questo senso, Instagram fa sapere che a partire da oggi, chiederà alle persone di verificare prima di essere i legittimi titolari di account quando eliminano o ripristinano in modo permanente i contenuti da “Eliminati di recente”.

Addio filtri per pelle perfetta! Il Regno Unito dice stop

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Filtri per pelle perfetta? Il Regno Unito dice stop all’uso dei filtri bellezza nelle storie Instagram di influencer e marchi beauty. Secondo la Advertising Standard Autority (ASD), ente britannico per il controllo delle pubblicità, alcuni dei filtri bellezza forniti da Instagram sarebbero complici di pubblicità ingannevoli, soprattutto nei casi in cui si promuovano dei cosmetici. Pensandoci bene, quanti di noi hanno ordinato almeno una volta miracolose black mask o prodotti simili, per eliminare “magicamente” i punti neri e poi ritrovarsi con della colla vinilica colorata sul volto, quasi sempre senza risultati?

Stando a quanto riportato dai maggiori quotidiani internazionali, la misura di interdire i filtri per pelle perfetta non riguarderà gli utenti privati, ma solamente gli influencer e le pagine social di marchi beauty, specializzati nella promozione di prodotti per il make-up e la cura della pelle in generale. I filtri in questione produrrebbero pubblicità ingannevole per i consumatori. In caso di violazioni di tali indicazioni, l’agenzia ha avvertito che i marchi coinvolti saranno sanzionati severamente.

L’iniziativa di bandire i filtri ingannevoli dal social network fotografico per eccellenza non è stata lanciata dall’autorità per la pubblicità, bensì è partita da un utente privato. La giovane make up artist e modella britannica Sasha Pallari, a fine 2020, ha lanciato l’hastagh #filterdrop, trasformatosi in breve tempo in una campagna di sensibilizzazione per aiutare gli utenti a distinguere contenuti veri da contenuti “falsi”. Stanca di alcune influencer che applicano abitualmente così tanti filtri sulla pelle, oltre al trucco, per cancellare pori e brufoli e sublimare una texture degna di Biancaneve, la Pallari ha alzato la voce per denunciare questi eccessi postando in prima persona scatti del suo volto senza nessuna modifica.

Dopo 6 mesi dalla denuncia della make up artist, anche l’Asa ha preso provvedimenti in merito. Le prime sanzioni hanno riguardato due storie di influencer per i marchi Skinny Tan Ltd e Tanologist. In entrambi i casi, l’abuso proveniva dall’uso del filtro Perfect Tan, che, oltre all’abbronzatura, fornisce un effetto aerografo. In uno dei post di denuncia, la Pallari ha ironicamente puntualizzato: “I CONTENUTI FILTRATI NON DEVONO ESSERE UTILIZZATI PER IL VOSTRO PROFITTO. PS: SE NON SIETE ABBASTANZA SICURI DI VOI PER MOSTRARE LA VOSTRA PELLE NUDA ONLINE MENTRE GUADAGNATE DALLE VOSTRE PUBBLICITÀ, VA BENE ED È COMPLETAMENTE COMPRENSIBILE, VENDETE UNA BICICLETTA INVECE.”

Da tempo si parla di mostrare contenuti più veri su Instagram, ma sono ben pochi i casi in cui influencer di livello si mostrino ai loro follower in condizioni “normali”: senza filtri, luci in stile studio di “Pomeriggio 5” o trucchi vari. Parallelamente a questa “lotta per il vero”, i filtri disponibili nelle storie sono sempre più realistici grazie alla realtà aumentata (ne avevamo parlato in questo articolo). Tutto ciò, non fa altro che alimentare l’insicurezza di molti degli utenti che, vedendo questi contenuti privi di imperfezioni, li adottano come modelli da imitare. Attualmente, in Italia, non abbiamo una normativa in merito, chissà se anche noi faremo questo salto etico. Nel frattempo è auspicabile una maggiore consapevolezza, soprattutto nei giovanissimi, del fatto che non tutte le foto o i video con pelli perfette sono veritieri, tanto su Instagram quanto su altri social network. 

Instagram per gli under 13? Facebook ci sta lavorando

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Facebook sta lavorando ad una versione di Instagram per i minori di 13 anni, con maggiori controlli per i genitori e limitazioni aggiuntive.

Perché vietare i social network ai minori di 13 quando è possibile catturarli e tenerli incollati allo schermo di uno smartphone? Se lo sono chiesti in casa Facebook, evidentemente, nell’incontro in cui si è deciso che, complice anche la pandemia in corso e il maggior tempo trascorso in casa, di mettere in cantiere una versione di Instagram pensata proprio ai più piccoli, una sorta di YouTube Kids o Messenger for Kids, per restare in casa Facebook.

L’indiscrezione arriva a pochi giorni dall’arrivo di una nuova funzionalità su Instagram pensata per tutelare i minorenni ed impedire agli adulti non seguiti dai più giovani di inviare loro messaggi. Instagram per i bambini dovrebbe mantenere le funzionalità principali del social network fotografico di Facebook, dalla condivisione delle foto alle dirette e le storie, dando però ai genitori un maggiore controllo sulla privacy dei loro figli.

Il perché di questa decisione arriva dalle parole di Joe Osborne, portavoce di Facebook:

Sempre più bambini chiedono ai loro genitori se possono iscriversi alle app che li aiutano a restare in contatto coi loro amici. Adesso non ci sono molte opzioni per i genitori e per questo stiamo lavorando alla realizzazione di prodotti aggiuntivi, come abbiamo fatto con Messenger Kids – che sono più adatti ai bambini e che sono gestiti dai genitori.

Instagram per i bambini è stato annunciato internamente ieri, ma non è ancora stato lanciato né è chiaro se e quando sarà disponibile per i piccoli utenti. Gli aspetti da chiarire sono ancora molti, ma questo ulteriore passo di Facebook dimostra come l’azienda sia pronta a sfruttare dei potenziali buchi nel mercato per andare a posizionarsi meglio rispetto alla concorrenza, ignorando le conseguenze di queste mossa.
Se i bambini chiedono sempre più spesso ai genitori di poter avere un account su Instagram, assecondare quelle richieste potrebbe non essere la mossa più giusta da parte di Facebook, che contribuirà così a catturare una fascia d’età che, invece, non dovrebbe essere incoraggiata all’uso dei social network. Se YouTube Kids propone video e contenuti che i più piccoli possono guardare in modo passivo, Instagram per i bambini richiederà loro un ruolo attivo come la condivisione di immagini e contenuti personali. E dare ai genitori il controllo non significa che questi, nella realtà dei fatti, seguiranno con attenzione l’attività dei figli sul social network.

Instagram raddoppia i live con le Stanze in diretta

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Instagram lancia anche in Italia le Stanze in diretta per trasmettere in streaming con un massimo di 4 partecipanti. Ecco come avviarne una.

Le dirette sui social network non sono più la moda del momento, ma qualcosa che ormai viene dato per assodato. Tutte le principali piattaforme social permettono agli utenti di trasmettere in diretta e Instagram, già leader su questo fronte, ha deciso di raddoppiare le possibilità di fare le dirette. Oltre alle dirette classiche che conosciamo bene, oggi su Instagram arrivano le Stanze in diretta, una nuova funzionalità che consente di portare il numero totale delle persone collegate in diretta a 4, rispetto ai due partecipanti che possono trasmettere insieme con la modalità classica.

Durante questo lungo periodo di pandemia le dirette sono diventate ancora più importanti non soltanto per tutti gli utenti costretti a stare a casa, ma anche per quei lavoratori e quelle lavoratrici del mondo dello spettacolo che da mesi non riescono a lavorare. Collegarsi e trasmettere in diretta permette di restare in contatto coi propri fan, diffondere la creatività e, perchè no, collaborare con altri artisti.

Limitare a due persone la possibilità di collegarsi e trasmettere in diretta poteva costituire un freno per chi puntava a sfruttare Instagram per talk show, jam session tra musicisti o sessioni di Q&A. Ora, però, la soluzione è arrivata con le Stanze in diretta.

Come avviare le Stanze in diretta su Instagram

Se avete già aggiornato l’app ufficiale di Instagram per iOS e Android potete iniziare subito con le Stanze in diretta semplicemente scorrendo verso sinistra dalla schermata principale e selezionare l’opzione Video in diretta. Da lì basterà inserire un titolo e premere l’icona Stanze per aggiungere gli altri partecipanti.

Chi crea la Stanza in diretta su Instagram ne rimane l’organizzatore e in quanto tale ha la possibilità di aggiungere e rimuovere ospiti anche mentre la diretta è in corso.

Facebook è il social più usato in Italia, ma occhio a TikTok

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Nell’anno caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, Facebook è stato il social più utilizzato in Italia. Boom di TikTok che cresce del 333%.

Nel 2020, anno purtroppo caratterizzato dalla terribile pandemia da Covid-19, i social network hanno fatto registrare un forte incremento in percentuale a livello di frequentatori attivi. In Italia il podio per la piattaforma più utilizzata spetta a Facebook, usato da oltre 36,7 milioni di italiani. Al secondo posto si piazza invece YouTubecon 35,5 milioni di spettatori mensili, seguito al terzo posto da Instagram, che con 28 milioni e una crescita di circa il 9%, chiude la classifica nelle sue prime posizioni.

TikTok insidia Facebook

Ma la vera sorpresa è TikTok, che nonostante i problemi con il Garante per la Privacyle polemiche e le accuse di sfruttare i suoi utenti, ha fatto registrare un incremento del 333%. Una crescita impressionante, seconda solo a quella fatta registrare da Twitch, cresciuto del 75% con una media mensile di 4 milioni di spettatori.

Facebook non solo è il luogo più frequentato, ma è anche quello nel quale gli italiani trascorrono più tempo: a dicembre ha sfiorato le 12 ore al mese per persona. Appaiati YouTube e Instagram, il primo usato per 6 ore e 16 minuti e il secondo per poco meno di 6 ore”.

A dirlo è l’esperto di social media Vincenzo Cosenza, che ha realizzato il rapporto analizzando i dati forniti da Audiweb-Nielsened inerenti al 2020. Per l’esperto, l’app che a breve potrebbe impensierire tutti i rivali è però TikTok che, pur avendo ancora un utilizzo limitato principalmente ai giovanissimi, può comunque vantare un tempo di permanenza di circa 5 ore al mese a persona.

Secondo Cosenza, poi, anche Twitch potrebbe insidiare i competitor se dovesse riuscire ad allargare la sua base utenti, visto che a dicembre è stato usato in media per circa 2 ore a persona, ovverosia un’ora in più di utilizzo rispetto a Twitter (+4,4%) e Snapchat. Infine ci sono LinkedIn, che ha continuato a conquistare nuovo pubblico (19,5 milioni le persone che lo usano), e Pinterest, che è riuscita a crescere del 37% e ad arrivare a 19,1 milioni di persone.

Instagram, maggior controllo sul numero dei like

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Instagram sta sta testando un modo per dare agli utenti maggior controllo sul counter dei like.

Instagram ha intenzione di testare una soluzione per dare alle persone un maggiore controllo sul counter dei like. La società ha annunciato un “piccolo test globale” che presenterà agli utenti tre opzioni: scegliere di non vedere il conteggio sui post di nessuno, disattivarli per i propri post soltanto o mantenere l’esperienza originale, che mostra il numero dei “mi piace” sotto tutti i contenuti caricati sul sito. L’azienda ha anche detto di essere al lavoro su un’esperienza simile per Facebook, ma non ha fornito dettagli su come potrebbe essere.

Instagram aveva deciso di nascondere il counter per alcuni utenti in tutto il mondo attraverso un test. In quel caso, gli utenti non potevano scegliere se vedere o meno il conteggio dei Mi piace. All’epoca, il social network aveva detto agli utenti di volere che le persone “si concentrassero sulle foto e sui video condivisi, non sul numero di Mi piace ottenuti”. Gli influencer erano inizialmente preoccupati che questo potesse avere un effetto negativo sugli accordi con i brand, perché i loro risultati non sarebbero stati pubblici, ma il problema non si è verificato perché per loro è stato possibile visualizzare il counter dei like privatamente (potendo così condividere i risultati con i partner). Tuttavia, fornire un’esperienza personalizzata potrebbe essere la giusta direzione per la piattaforma, perché consentirebbe anche alle persone che vogliono tenere traccia dei like di farlo senza problemi.

Anche Facebook aveva inizialmente nascosto il conteggio dei like al pubblico attraverso un test, nel 2019. Non è chiaro se questa sperimentazione prova possa servire come banco di prova per Facebook, visto che sul social ideato da Zuckerberg le dinamiche non sono mai cambiate nonostante il test eseguito.

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